FutureShots 2025: il lato pop dell’innovazione | 24 maggio | H-FARM
Workshop, esperienze e incontri informali sul legame tra tecnologia e creatività, su temi come arte nello spazio, musica, video, stampa 3D, robot umanoidi e molto altro.
Eventi sull’innovazione: torna FutureShotsUno dei più importanti eventi sull’AI e la tecnologia in Italia, FutureShots è il nostro festival annuale dell’innovazione. Il 23 e 24 maggio 2025, migliaia di imprenditori, aziende, startup e ricercatori si sono incontrati nel nostro Campus vicino a Venezia. Il tema di questa 7ª edizione è il nuovo umanesimo nell’era dell’AI. Main partner: AudiFutureShots 2025: il lato pop dell’innovazione | 24 maggioWorkshop, esperienze e incontri informali sul legame tra tecnologia e creatività, su temi come arte nello spazio, musica, video, stampa 3D, robot umanoidi e molto altro.
Salvare il passato con la tecnologia del futuroArianna Traviglia, coordinatrice del Center for Cultural Heritage Technology (Istituto Italiano di Tecnologia)L’archeologia oggi lavora con l’AI, modelli 3D, grafi semantici, reti intelligenti, satelliti, droni e robot: tecnologie che stanno rivoluzionando il modo in cui esploriamo, proteggiamo e interpretiamo il passato. Con il LiDAR si possono mappare strutture nascoste sotto foreste o città moderne, come è successo con l’antica città maya di Caracol. Con l’analisi multispettrale da satellite si identificano insediamenti sommersi o coperti dalla vegetazione, un metodo già usato in Egitto, Siria e Mesopotamia. E ci sono robot capaci di entrare in aree fragili come il Parco Archeologico di Pompei. E mentre gli strumenti diventano sempre più sofisticati, la sfida resta la stessa: leggere nel caos del tempo segnali che rischiamo di perdere. Stampa 3D in casa? Il futuro è alle porteGreta Galli, maker, content creator e divulgatriceA 22 anni, Greta ha già fatto capire a migliaia di ragazze e ragazzi che la tecnologia è un linguaggio che tutti possono imparare. La sua passione per la robotica è nata nel garage del nonno, tra cacciaviti e Lego: proprio con quelli ha costruito Cyborg3, una mano robotica diventata virale. Successivamente, ha collaborato con programmi come Girls Code It Betterve stampato oltre 3.000 tutori in 3D per gli ospedali in Ucraina.La stampa 3D, l’elettronica e il coding possono essere strumenti educativi potenti, soprattutto quando si insegnano in modo appassionato e autentico, un approccio che lei – da insegnante – porta tutti i giorni anche in classe.L’autore aumentato: invenzione, imperfezione e presenzaCarlo De Togni, regista e producer AI, fondatore di Mondo Novo e Creative Partner di RunwayL’AI genera immagini, suoni, storie, ma non tutto quello che produce è “vivo”: la differenza la fa sempre l’intenzione di chi crea e il suo desiderio spingersi oltre i limiti del prevedibile. Anche gli imprevisti, i glitch e gli errori possono diventare uno spunto creativo stimolante, anche spiazzante. Nei film di Carlo, da Murano Chronicles – che reimmagina l’arte del vetro di Murano in chiave magica – a The Illusionist Dilemma, dove Houdini incontra Méliès in un teatro sospeso tra realtà e finzione, l’AI diventa un modo per piegare la narrazione, creare cortocircuiti visivi, far emergere emozioni inaspettate. Telemedicina e prevenzioneMarcello Ruspi, chirurgo vascolare e fondatore di CSP TelemedicineSempre più spesso la medicina si sposta fuori dagli ospedali. Grazie a wearable intelligenti e piattaforme connesse, oggi è possibile monitorare pazienti da remoto, in tempo reale, attraverso soluzioni come VitalPatch, un cerotto che misura ECG, temperatura, saturazione e postura, o Infinity Watch, uno smartwatch pensato per ambienti a rischio o pazienti fragili con GPS, tasto SOS e rilevamento automatico delle cadute.L’obiettivo è semplice: intervenire prima che il problema diventi un’emergenza. Questi dispositivi si integrano in una rete continua di sorveglianza medica, supportata da operatori e intelligenza artificiale. Un modello di “Internet of Humans” per una sanità più efficace e sostenibile.L’arte nell’era dell’algoritmoRebecca Pedrazzi, storica e critica d’arte con focus sull’AI, curatrice indipendente e giornalistaL’arte generata con l’intelligenza artificiale non è una novità assoluta, ma oggi si trova al centro di un cambiamento profondo. Si parte dagli esperimenti pionieristici degli anni ’60 con la computer art, per arrivare alle pratiche attuali che integrano GAN, blockchain, NFT e sistemi generativi complessi. Ma la vera questione non è tecnica: riguarda il senso stesso dell’arte. Cosa rende un’immagine significativa? È ancora possibile parlare di autorialità? Le opere di artisti come Mario Klingemann, Refik Anadol o Giuliana Cuneaz mostrano come l’AI possa diventare uno strumento per esplorare nuovi territori espressivi, in cui memoria, dati e visione si intrecciano. In queste pratiche, il ruolo dell’artista cambia: non è più solo chi crea, ma anche chi seleziona, programma, orchestra.Beyond Superstar Cities: innovazione dove non te l’aspettiGiulio Buciuni, Professore associato di Entrepreneurship & Innovation al Trinity College DublinL’Italia è fatta di piccole e medie imprese, ma questo modello inizia a mostrare i suoi limiti: bassa produttività, poca innovazione e un forte divario tra città e province. Ma c’è una via alternativa: le imprese plug-in. Sono aziende nate nei distretti industriali, spesso fondate da ex ricercatori, che fanno innovazione vera, attirano capitali e collaborano con il territorio. Non puntano a diventare unicorni, ma funzionano. L’idea è trasformare ogni distretto in un piccolo ecosistema imprenditoriale, dove università, industria e startup lavorano insieme. Innovazione sì, ma senza dover sempre guardare a Milano, Berlino o Londra.Beyond the Game: innovazione e dati nello sport del futuroCarolina Chiappero, Innovation Manager di Juventus Football ClubNel calcio contano passione, tradizione e intuizione. E dati. Analisi delle performance, algoritmi predittivi, machine learning: lo sport si evolve, dentro e fuori dal campo. E serve una cultura capace di accogliere la tecnologia senza perdere l’anima del gioco. Proprio in questo contesto, Juventus ha lanciato FORWARD, un laboratorio, uno spazio di co-creazione, un ponte tra il Club e l’ecosistema esterno dell’innovazione atto a contribuire positivamente al cambiamento per esplorare, implementare e accelerare nuove idee.Dal prompt alla playlist: come l’AI sta riscrivendo la musicaJan Nava, University Growth Specialist di Suno e consulente di AI per PMIChi scriverà la nostra prossima canzone preferita? Con l’intelligenza artificiale, oggi è possibile generare musica da zero in pochi secondi, ma questo non significa che il processo creativo sia sparito. Nel 2024, il 60% dei musicisti ha utilizzato l’AI per attività come mastering, composizione o creazione di artwork e si stima che il mercato dell’AI music raggiungerà i $6.2 miliardi nel 2025.Il punto, però, è anche culturale: l’AI mette in discussione concetti fondamentali come originalità, autenticità e proprietà intellettuale. Ma ciò che conta è la domanda che resta in sottofondo: cosa ci emoziona davvero in una canzone? E se a emozionarci fosse una macchina, cambierebbe qualcosa?Andare nello spazio per capire la TerraHady Milani, direttore dello Space Entrepreneurship Program di European Institute of Innovation for Sustainability, intervistato da Anilkumar Dave, mentor all’Agenzia dell’Unione Europea per il Programma Spaziale ed esperto indipendente all’Istituto Nazionale di Scienza e Tecnologia QuantisticaLo spazio non è più solo una frontiera per astronauti e agenzie spaziali. Sta diventando un terreno fertile per innovazione, creatività e impatto sociale, anche sulla Terra: i satelliti aiutano a monitorare il cambiamento climatico, i materiali spaziali trovano applicazioni quotidiane, e l’immaginario che lo spazio ispira diventa un motore per pensare fuori dagli schemi. Servono figure ibride, capaci di unire ingegneria, business, design e narrazione. Lo spazio, in questo senso, significa costruire soluzioni nuove per il mondo in cui viviamo.Diagnosi, dati e decisioni: quando la medicina è intelligenteDiana Ferro, dirigente biologo di ricerca all’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù e membro del CDA della Società Italiana Intelligenza Artificiale in MedicinaL’intelligenza artificiale in medicina supporta il lavoro clinico ogni giorno, anche negli ospedali pediatrici. Al Bambino Gesù, ad esempio, i modelli predittivi vengono applicati per monitorare a distanza bambini con patologie croniche, prevedere il rischio di peggioramento clinico e adattare i trattamenti in base al profilo di ciascun paziente. Nel controllo del diabete, l’AI permette di organizzare check-in settimanali da remoto, ottimizzando le terapie grazie a dati condivisi e analizzati in tempo reale. Ma perché tutto questo funzioni davvero, serve una struttura organizzativa solida: qualità dei dati, validazione degli strumenti, sicurezza e governance chiara.Il mondo cambia in silenzioOtto Climan, content creator, divulgatore e designerQuando parliamo di tecnologia, spesso guardiamo solo alle grandi rivoluzioni. Ma la nostra vita è piena di oggetti tech più piccoli, curiosi, a volte inutili… ma che hanno profondamente trasformato il nostro modo di vivere, comunicare e pensare. In un viaggio tra Théâtrophone – lo streaming dell’Ottocento –, VODER – il primo sintetizzatore vocale –, robot da compagnia come Aibo, visori AR sperimentali come Damocles e gadget che hanno segnato un’epoca come il Motorola DynaTac 8000X e il Game Boy, abbiamo capito che ci affezioniamo alle tecnologie perché ci parlano di noi. Dietro ogni oggetto tecnologico, quindi, c’è una storia di desiderio e identità.Interazione umano-robot attraverso lo sguardo umanoAgnieszka Wykowska, Coordinatrice del Center for Human Technologies (Istituto Italiano di Tecnologia)Quando un robot ci guarda negli occhi, coordina i suoi movimenti con i nostri o risponde in modo coerente alle nostre azioni, tendiamo ad attribuirgli intenzioni, emozioni, perfino personalità. Ma questo processo non è scontato: dipende da come l’interazione è costruita, da quanto ci sentiamo “visti” e coinvolti.Attraverso studi che combinano neuroscienze cognitive e robotica sociale, il Center for Human Technologies di IIT analizza come elementi come il contatto visivo, l’attenzione condivisa e il timing delle risposte influenzino la percezione dell’altro – anche quando si tratta di una macchina. Capire cosa succede nella nostra mente quando interagiamo con un robot è la chiave per progettare tecnologie funzionali e comprensibili. Mare Fuori 5: AI, racconto e fanbaseElena Capparelli, direttrice Rai Play e Digital di Rai, Davide Bartolucci, CEO di SHADO, e le attrici Rebecca Mogavero (Marta) ed Elisa Tonelli (Sonia)Per il lancio della 5ª stagione di Mare Fuori, la Rai ha sperimentato un approccio del tutto nuovo: integrare l’intelligenza artificiale nel racconto della serie TV. Il progetto, creato dalla nostra media company SHADO, ha previsto la creazione di 5 fan virtuali generati con l’AI che raccontato le stagioni passate, commentato i personaggi e dato alcune anticipazioni sulla nuova stagione. Questi avatar non sono semplici strumenti promozionali, ma veri e propri attivatori narrativi, capaci di interagire con la community e ampliare l’universo emotivo della serie. Una serialità più immersiva e partecipata che apre nuove forme di dialogo tra storie e pubblico.