Content & Social Media Trend: come cambiano le strategie di comunicazione | H-FARM COLLEGE
Come advertiser nel prossimo futuro dovremo fare a meno dei primi e non potremo rinunciare al secondo
La trasformazione continua del mondo dell’advertising digitale.
Il mondo dell’advertising digitale è in trasformazione continua. In un settore da sempre improntato all’innovazione, i trend si susseguono senza soluzione di continuità: dall’ephemeral marketing, ai sistemi di AI per impostare le strategie di bidding, dalla “scomparsa” del funnel di conversione a beneficio del cosiddetto “messy middle”, fino ai nuovissimi metaversi e NFT. Volendo fare un po’ di ordine, proviamo qui ad identificare quelli che secondo noi sono due dei principali punti di attenzione particolarmente attuali.
Il primo punto di attenzione: cookieless
Il primo è certamente un argomento che in questi tempi non si può proprio ignorare: stiamo parlando del mondo cookieless, ovvero il risultato delle strette normative in tema di privacy dettate dalla GDPR.
A partire dalla sua introduzione nel 2018 la normativa europea sul trattamento dei dati ha avuto impatti importanti sia sui sistemi di analytics, ma anche e soprattutto per le piattaforme di marketing, che nel caso in cui l’utente non accetti espressamente la cookie policy, non sono più in grado di “etichettare” i comportamenti di navigazione pregressi.
Se a questo si aggiunge la scelta di Google di virare verso un mondo cookieless (Chrome dismetterà i cookie di terza parte dal 2023), è facile capire come il mercato rischi di tornare di colpo in una sorta di medioevo sia per quel che riguarda la capacità degli advertiser di intercettare gli utenti in target, sia per quel che concerne il tracciamento corretto delle conversioni.
A queste difficoltà i marketer rispondono da una parte rispolverando il mai del tutto abbandonato “contextual marketing” (non identifico l’utente in base al suo comportamento passato, ma in base al contenuto che sta fruendo in questo specifico momento), dall’altra adottando le soluzioni tecnologiche proposte dalla industry.
Google per esempio spinge per l’adozione della cosiddetta Consent Mode, un sistema che consente di tracciare in maniera anonima e aggregata le conversioni nel caso in cui gli utenti rifiutino il consenso ai tracciamenti della cookie bar.
Il secondo punto di attenzione: influencer e creator
Il secondo punto di interesse riguarda la crescita in termini di pianificazione advertising sul mondo degli influencer e dei creator. Gli influencer non sono certo una novità, ma la crescita esplosiva di TikTok nel corso del 2021 (raggiunto 1 miliardo di utenti attivi mensili a livello global) ha fatto spostare l’attenzione degli investimenti pubblicitari sulla piattaforma social della cinese ByteDance.
A maggior ragione se si considera che non è più vero che TikTok è un social solo per ragazzini: a oggi infatti il 50% degli utenti ha più di 24 anni e la fascia demografica 35-44 ha superato quella dei ragazzi tra i 13 e i 17 anni.
Non sorprende quindi, come le aziende stiano cercando di comunicare i loro prodotti e servizi tramite questo strumento che in un certo senso si presenta sui generis anche per quel che riguarda lo stile creativo: i formati sono effimeri e veicolati in versione informale tramite l’utilizzo libero da parte dei creator che usano il loro proprio tone of voice. Anche su TikTok, quindi, si conferma che in caso di collaborazione con i creator, sono i brand a doversi adattare al loro tone di voce e non presentare la propria comunicazione semplicemente “declinata” sullo specifico canale. La nascita dei reel di Instagram prima e degli shorts di Youtube poi (a quando un formato pubblicitario specifico?) non fanno che confermare questo trend che ci si aspetta in forte crescita anche per i prossimi mesi.
A cura dei docenti del Corso Executive in Digital Marketing